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Personaggi

 

In questa sezione è disponibile la Storia e la Descrizione dei Personaggi attivi su VK.NET. Alcune informazioni non sono disponibili poichè il Personaggio può essere stato appena creato.



Squadra: 5 - Master: Asuryan

PGUtente
Akumanakuman
Arlequinarlequin
Delacroixto
Erionwu
Halloranbosk
Korhaliasgard
Melmericazaroth
Ra Sunshinewu
Samirmunky
Warlluriazenki

Selezionare una squadra o inserire il nome anche parziale del personaggio o del giocatore da ricercare:

Giocatore Personaggio
Squadra 1 (8 giocatori) - Master: Ninja
Squadra 2 (6 giocatori) - Master: munky
Squadra 4 (9 giocatori) - Master: Asuryan
Squadra 5 (10 giocatori) - Master: Asuryan
Squadra 8 (11 giocatori) - Master: buzz



Korhalias a.k.a. gard - Squadra: 5 - Master: Asuryan

Descrizione:

Elfo Alto di carnagione molto chiara con occhi color argento e capelli rossi lunghi fino a metà schiena (da cui il nome che significa "come il corallo"); ha un bel fisico: alto circa 1.90 e spalle larghe. Gli zigomi sporgenti e la mascella pronunciata conferiscono al suo viso dei linementi decisi, ma i suoi occhi profondi rendono il volto armonioso. Come tutti gli Awelar è difficile stabilire un'età precisa, ma osservandolo da vicino si possono notare alcune rughe con lievi aloni cupi attorno agli occhi. La pelle della mano destra ha un colorito a chiazze rosse fino al polso, segno di un'ustione molto potente.

Background:

Mynish Premelt era una dei druidi di Basion nel regno di Fseo. Era una donna molto attraente dai lineamenti delicati con lunghi capelli rossi e setosi che le scendevano fino alla fine della schiena. Vestiva sempre di verde; lunghe tuniche verdi come i suoi occhi. La maggior parte del tempo lo trascorreva adorando il suo dio nelle foreste del regno.
Osheral Lusynx proveniva da una ricca famiglia di Thal Keithi nei Regni della Gioia. Era un elfo dai lunghi capelli azzurri e dagli occhi blu. Non avendo bisogno di lavorare per sopravvivere, dedicò molti anni della sua vita alla magia e soprattutto allo studio dell’Illusione, mai usata per scopi malvagi. La passione per i viaggi e per la conoscenza dell’ignoto lo ha portato a compiere diversi spostamenti (supportato dalle agevolazioni economiche del suo casato) che lo hanno messo in contatto con molte razze e culture differenti. Durante un periodo trascorso a Fseo conobbe Mynish e si innamorò di lei, abbandonò i contatti con la sua famiglia e coi Regni della Gioia diventando così un abitante delle foreste assieme alla donna che gli aveva donato “la libertà dalla ricchezza” (una volta conosciuta l’importanza della Natura da sua moglie, ha sempre ripudiato il denaro). Dal loro amore nacquero due figli: Sydher e Korhalias. Il primo era un bellissimo ragazzo: corti capelli blu con sfumature più chiare, occhi verdi come quelli della madre. Espansivo e molto sicuro di sé (come il padre) decise fin da piccolo di dedicarsi all’esercizio fisico e all’uso della spada; il padre gli insegnò alcune magie perlopiù offensive. Il figlio minore, Korhalias era molto più simile alla madre in quanto a carattere: solitario, taciturno e poco abituato ai rapporti con altre persone, non amava la violenza in nessun modo. Alto, anche lui piuttosto bello, seppur non come il fratello maggiore, occhi argento e lunghi capelli rossi come il corallo (da cui il nome) raccolti in una coda che terminava a metà schiena. Dai primi anni di vita i genitori videro che aveva un’innata capacità verso l’Illusione e il padre gli insegnò i modi per creare magie sempre più convincenti e realistiche.
Trascorsero molti anni in quella foresta e sembrava che nessun problema potesse capitare a questa famiglia che era una tra le più note nei villaggi elfici di Fseo. Quando entrambi i figli raggiunsero la maggiore età e Sydher decise di lasciare la propria casa ci fu come una spaccatura di quell’equilibrio che fino ad allora era durato. Dopo diverso tempo il padre partì per uno dei suoi viaggi senza dare notizie di dove sarebbe andato e di quanto sarebbe rimasto lontano dal resto della famiglia. Mynish si sentì abbandonata e si rifugiò nella sua fede per Basion lasciando Korhalias solo e senza riferimenti. Il giovane elfo decise quindi di migliorare i propri studi magici recandosi ai Regni dove peraltro incontrò anche il fratello maggiore che era entrato a far parte dell’Esercito dei Regni della Gioia e si era sposato con un’elfa nativa di quel regno, Liash. I due fratelli ebbero molto tempo per insegnarsi a vicenda le proprie conoscenze (magiche e di combattimento) e poterono parlare a lungo della sorte della loro famiglia. Sydher non intendeva abbandonare i genitori perché gli mancasse qualcosa a Fseo; solamente l’aveva fatto per poter realizzare il proprio sogno, cioè quello di indossare gli abiti di un soldato dei Regni.
Korhalias riusciva a mantenere un contatto con la madre rimasta a Fseo attraverso numerose lettere ed ella si compiaceva sempre più per i buoni traguardi raggiunti dai suoi due ‘piccoli’.
Dopo alcuni anni al posto di una lettera della madre, ne giunse una di Osheral che informava i figli che al ritorno da un lungo viaggio i druidi gli avevano comunicato la morte di sua moglie. I due abbandonarono gli studi e la professione per poter scoprire di più sulla fine misteriosa cui era stata destinata la madre e quando arrivarono a Fseo trovarono il padre completamente cambiato: i capelli erano ora corti e neri, i lineamenti del viso totalmente differenti e persino la voce sembrava più cupa dell’ultima volta che l’avevano visto. La loro preoccupazione principale, al momento, era quella di conoscere le cause della morte della madre e chiedendo ai Druidi come l’avessero trovata, questi risposero che era sdraiata sopra una grossa pietra liscia in mezzo al bosco con gli occhi spalancati. Il particolare più importante era che i suoi occhi non erano più verdi, ma completamente neri. I suoi capelli non erano più rossi, ma grigi. Non c’era alcuna traccia di arma né di violenza; doveva trattarsi di magia, forse uno dei riti di qualche culto segreto e malvagio che richiedeva il sacrificio di un druido.
Osheral diede la colpa di tutto questo al figlio maggiore, rimproverandogli il fatto di aver dato inizio alla morte della loro famiglia e di ognuno dei suoi componenti. Sydher spiegò le motivazioni che lo avevano spinto a trasferirsi ai Regni, ma nonostante questo il padre continuava ad incolparlo riuscendo solo a farlo tornare dalla ‘sua’ famiglia ai Regni senza poter piangere degnamente la scomparsa della madre.
Korhalias si trattenne a Fseo dove ebbe l’opportunità di parlare con suo padre. Scoprì così che i suoi cambiamenti fisici erano dovuti ad un uso sbagliato di nuove magie conosciute in altri luoghi che però non volle rivelare. Dopo i molti anni a contatto con l’illusione il giovane elfo ebbe come l’impressione che il padre fosse quello di sempre, ma quello che si presentava alla vista era molto diverso dal padre dolce che lo aveva cresciuto; come se fosse rimasto prigioniero di una sua stessa illusione.
I due rimasero a Fseo insieme per parecchio tempo e Osheral ammirò con piacere i progressi del figlio nell’arte magica; Korhalias aveva come l’impressione che il vecchio equilibrio si stesse ricreando piano piano, ma un giorno, improvvisamente, il padre lo abbandonò nuovamente come aveva fatto la prima volta e, non sapndo dove andare, tornò da Sydher a Creylas, ma questi non volle sapere nulla del padre, nonostante Korhalias sembrava volesse giustificarlo per gli errori che aveva compiuto.
Korhalias rimase assieme alla famiglia del fratello per diverso tempo, fino a quando non decise di unirsi ad un gruppo di avventurieri in partenza per Aaram all'età di 133 anni.

Durante i numerosi viaggi compiuto con la sua nuova 'famiglia', di passaggio a Letsia, incontra nuovamente il padre che gli parla della causa della morte della madre. Un Aschefernar. Demone mercante con cui si è confidato durante un suo viaggio in preda alla disperazione. Il tormento per la famiglia separata è stato deviato dal tornaconto personale del demone che ha così ucciso la madre per far tornare i due figli da Osheral.
La paura che la creatura demoniaca torni a torturare la famiglia di Korhalias permane fino a quando il giovane Awelar assieme ai suoi amici, in un viaggio a Kellia, aiuta a liberare il demone 'sorella' dell'Aschefernar, fino ad allora intrappolato in una pietra posseduta dal pirata Al-Jahzef.
Grato per averlo aiutato a ricongiungersi alla sua metà , il demone promette (?) di non accanirsi più sulla famiglia nè su alcuna persona a lui collegata e gli annuncia una profezia.. un giorno avrà un figlio..

Commento:

E' un tipo non belligerante. Combatte solo se necessario e usa la sua magia per scopi pacifici. Dagli insegnamenti del padre deriva la fede nei confronti di Dendor e il rispetto per ogni forma di vita non ostile; per questo è molto affidabile con chi gli dimostra rispetto e amicizia sinceri. E' facilmente irritabile da atteggiamenti tipicamente umani come il chiasso e il divertimento esagerato, infatti lo si vede spesso da solo in silenzio o con i suoi simili, ma è anche disposto a stringere legami forti con umani che non si dimostrino superficiali.

Il contatto con i suoi compagni di viaggio lo sta cambiando col passare del tempo e degli eventi.
Abbandona la classica superbia Awelar ed inizia un cammino in cui impara a conoscere tolleranza ed amicizia, anche nei confronti di chi, a prima vista, verrebbe normalmente allontanato per motivi quali la razza o la provenienza.
La sua intolleranza verso il disordine e la poca serietà delle altre razze si trasforma piano in una maggiore coscienza delle proprie potenzialità ed in un aumentato senso del dovere che lo porta a volte a fare da 'moralizzatore' e consigliere del gruppo.
In questi momenti la saccenza degli Elfi alti torna a farsi sentire, ma è del tutto involontaria ed indesiderata, in quanto Korhalias non ambisce a diventare il capo del gruppo e anzi, cerca sempre di trovare un accordo che metta tutti d'accordo.
Il suo atteggiamento non violento ha dovuto lasciare il passo ad una visione più concreta di quello che succede a Serà l, fuori dai Regni della Gioia. Sebbene continui ad evitare l'uso della violenza quando non è necessario, è cosciente che alcune situazioni non possano essere risolte con il semplice dialogo e quindi ricorre alle magie di distruzione, preferendole all'uso delle armi.




- 07 Dicembre
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